Trattamento dell’artrosi nel cane: le soluzioni per lenire il dolore e preservare la mobilità

Trattamento dell’artrosi nel cane: le soluzioni per lenire il dolore e preservare la mobilità

Rigidità al risveglio, rifiuto nel fare salti, andatura esitante: questi segni devono allertarvi. Il vostro animale potrebbe essere soggetto a dolori articolari legati all'artrosi. Sebbene irreversibile, l'usura della cartilagine può essere rallentata e alleviata. Quali trattamenti esistono per l'artrosi del cane? Come capire se il proprio compagno soffre di un problema articolare o osseo? Grazie a un monitoraggio veterinario adeguato, a un'attività fisica dolce e a un adattamento dello stile di vita, potete migliorare la quotidianità del vostro animale.

 

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Trattamento dell’artrosi nel cane: perché non si può guarire?

L'artrosi del cane è una malattia articolare cronica e degenerativa. Deriva dalla distruzione progressiva della cartilagine, quel tessuto flessibile che ammortizza gli urti tra le ossa e permette movimenti senza attrito.
A causa del tempo, del sovrappeso o di un trauma, questa cartilagine si assottiglia fino a scomparire in alcuni punti. Le ossa sfregano tra loro, causando dolore, infiammazione e perdita di mobilità. Il corpo tenta di ripararsi formando nuovo osso, gli osteofiti, o "becchi di pappagallo", che deformano ulteriormente l'articolazione.

🐾 Da ricordare:

La cartilagine si rigenera meno facilmente dell'osso. Pertanto, nessun trattamento permette di guarire l'artrosi, ma è possibile rallentarne la progressione e alleviarne i sintomi.

Il trattamento veterinario dell'artrosi del cane mira a:


  • ridurre il dolore e l'infiammazione;
    ● preservare la mobilità;
    ● mantenere la qualità della vita del cane.


Una gestione precoce e regolare, che associ monitoraggio veterinario, alimentazione adeguata e stile di vita sano, permette a un cane con artrosi di rimanere attivo e in una condizione di benessere per molti anni. La perdita di peso appare spesso come il primo passo per dare sollievo in caso di artrosi, ancora prima di considerare un'alimentazione specifica.


Tra le soluzioni naturali di supporto, il cannabidiolo (CBD) suscita un interesse crescente per la sua possibile azione lenitiva sui dolori articolari. Sotto forma di pipette o collare, può essere proposto come complemento su parere del veterinario.
🐾 Soffocamento, colpo di calore, punture, convulsioni, ecc.: Francodex vi spiega i gesti di primo soccorso che possono salvare la vita del vostro animale domestico.

Le razze di cani più soggette all'artrosi:

Alcune razze presentano una predisposizione genetica o morfologica a sviluppare l'artrosi:

  • le razze grandi, come il Labrador, il Pastore Tedesco, il Rottweiler, il Terranova, l'Alano, ecc.;
  • i cani sportivi o da lavoro, come il Malinois, il Border Collie o il Retriever, che sono sottoposti a sforzi articolari ripetuti;
  • le razze a crescita rapida, come il Leonberger o il San Bernardo;
  • le razze con dorso lungo e appiombi degli arti anomali, come il Bassotto o il Basset Hound;
  • più raramente, razze di piccola taglia come il Bassotto o il Cocker sono talvolta colpite da artrosi vertebrale.

Come diagnosticare l’artrosi nel cane?

L'artrosi del cane si sviluppa in modo progressivo e insidioso. I primi segni sono spesso discreti: rigidità al risveglio, leggera zoppia, diminuzione della voglia di muoversi o difficoltà a salire le scale. Una diagnosi precoce può confermare l'origine del disturbo, valutare la gravità delle lesioni e mettere in atto una gestione adeguata prima che la mobilità del cane sia compromessa in modo permanente.

L’esame clinico: prima fase della diagnosi veterinaria

Il veterinario inizia sempre con un esame locomotorio completo. Osserva l'andatura, valuta la postura e tasta ogni articolazione per identificare dolore, calore o una perdita di ampiezza del movimento.
Questo esame può essere completato da test di flessione o estensione per individuare l'articolazione responsabile.
A seconda dei risultati, il veterinario orienta la diagnosi verso un'artrosi localizzata (anca, gomito, ginocchio, tarso, ecc.) o generalizzata.

Gli esami di diagnostica per immagini

La radiografia rimane il metodo di riferimento per confermare l'artrosi. Può evidenziare:
● una diminuzione dello spazio articolare, segno di perdita di cartilagine;
● osteofiti (escrescenze ossee);
● sclerosi subcondrale (indurimento dell'osso sotto la cartilagine);
● talvolta, deformazioni più avanzate.


In certi casi, il veterinario può raccomandare:
una TAC per visualizzare le strutture sottili;
una risonanza magnetica per studiare i tessuti molli (legamenti, muscoli, capsula articolare).


Questi esami permettono anche di differenziare l'artrosi da altre patologie come l'artrite infettiva o un tumore osseo.

Artrosi CN e CT:

Si distingue l'artrosi cronica non infiammatoria con un dolore costante, senza crisi marcate, dall'artrosi cronica con picchi infiammatori con un'alternanza di periodi calmi e crisi dolorose. Questa distinzione permette di adattare il trattamento.

Ogni 6-12 mesi, un check-up veterinario regolare permette di adattare il protocollo in funzione dell'evoluzione del dolore, del peso e della mobilità del cane.

Come dare sollievo a un cane affetto da artrosi?

Se nessun trattamento per l'artrosi del cane guarisce la malattia, diverse soluzioni contribuiscono a rallentarne la progressione e a lenire il dolore.

I trattamenti veterinari contro l’artrosi del cane

Il vostro veterinario resta il principale interlocutore nell'ambito della gestione dell'artrosi del vostro compagno. Egli adatta il trattamento dell'artrosi del cane in base alla sua età, al peso, alla localizzazione dei dolori articolari e alla loro intensità.
Nella maggior parte dei casi, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) costituiscono la prima linea di difesa. Riducono il dolore e l'infiammazione durante le crisi, ma il loro uso prolungato richiede un monitoraggio regolare dei reni e del fegato.


Altri farmaci possono completare il trattamento:

  • gli analgesici puri, prescritti quando il dolore diventa cronico.
  • anticorpi monoclonali anti-NGF, una terapia recente che blocca la trasmissione del segnale del dolore.

Nei casi più gravi, può essere considerato un intervento chirurgico (artroplastica, posizionamento protesi, correzione della displasia). Come trattamento per l'osteoartrite nei cani, questo ricorso rimane raro, ma a volte permette all'animale di riconquistare la vera autonomia.

Osteoartrite nei cani e aspettativa di vita:

L'osteoartrite non riduce la durata della vita di un cane. Ciò che lo rende preoccupante è il dolore cronico che provoca e che altera il comfort quotidiano dell'animale. Grazie a un approccio globale, la maggior parte dei cani con osteoartrite mantiene una buona longevità. La prognosi dipende quindi soprattutto dalla qualità delle cure e dalla vigilanza del proprietario di fronte ai segni di disagio. D'altra parte, nei casi più gravi e avanzati, un cane che non riesce più a muoversi a causa dell'osteoartrite può dover essere soppresso su consiglio veterinario e dopo consultazione con il proprietario. 

Controllo del peso e dieta

Il sovrappeso è uno dei principali fattori aggravanti dell'artrosi nei cani. Ogni chilo in più mette pressione sulle articolazioni e accelera il loro degrado.
A seconda delle raccomandazioni del veterinario e della situazione del tuo animale, una leggera perdita di peso può già ridurre significativamente il dolore.

La dieta svolge quindi un ruolo chiave nel trattamento dell'osteoartrite nei cani:

  • Le crocchette "leggere" sono le prime da dare al tuo animale per aiutarlo a perdere peso;
  • Le crocchette "articolari" spesso contengono omega-3, collagene e antiossidanti ed è da preferire quando il peso è stabilizzato;
  • Alcune formulazioni sono arricchite con glucosamina e condroitina, due molecole naturali che supportano la flessibilità della cartilagine;
  • Gli oli di pesce ricchi di EPA e DHA hanno mostrato effetti antinfiammatori benefici.

Scegli una dieta equilibrata, adatta all'età e all'attività del tuo cane, e soprattutto segui i consigli del veterinario per regolare le porzioni.

Oltre alle misure alimentari classiche, alcuni alimenti complementari possono migliorare la salute articolare del cane.

Le formule Francodex, combinano ingredienti attivi naturali, come glucosamina e condroitina. Questi nutrienti favoriscono la flessibilità della cartilagine e aiutano a ridurre la rigidità articolare quotidianamente.

Attività fisica e riabilitazione

L'immobilità accentua la rigidità, mentre il movimento, se ben dosato, la combatte.

Camminate brevi e regolari, su terreni morbidi, sessioni di nuoto (tranne che per un animale con problemi di cuore o anziano) o tapis roulant ad acqua sono tutte attività che mantengono i muscoli senza traumatizzare le articolazioni. Inoltre, la riabilitazione funzionale (o la fisioterapia) può essere utilizzata come complemento ideale al trattamento dell’artrosi nei cani. Essa include:

  • massaggi per migliorare la circolazione usando gel articolare;
  • allungamenti delicati per mantenere l'ampiezza dei movimenti;
  • idroterapia, elettrostimolazione per rilassare i muscoli e stimolare la rigenerazione dei tessuti.

Ogni programma è personalizzato secondo le raccomandazioni del veterinario.

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L'evoluzione della vita quotidiana del cane affetto da artrosi

Alleviare l'osteoartrite comporta anche semplici azioni quotidiane.

Fornisci al tuo compagno un letto ortopedico spesso che protegga le articolazioni durante il riposo. Inoltre, i pavimenti scivolosi dovrebbero essere coperti con tappetini antiscivolo, i gradini sostituiti da rampe ed evitare salti ripetuti.

Durante i periodi freddi e umidi, un cappotto o una coperta elettrica possono alleviare la rigidità mattutina. Infine, mantieni alto il morale del tuo cane. Giochi, passeggiate tranquille e la presenza del suo proprietario migliorano il suo benessere generale, riducendo indirettamente la percezione del dolore.

Applicati con costanza e gentilezza, questi trattamenti trasformano davvero la qualità della vita del cane, permettendogli di rimanere in movimento, rilassato e felice nonostante la malattia.

 

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Articolo scritto con l'aiuto della

Dott.ssa Veterinaria Marie MAROSSERO